skip to Main Content
Biglietti Da Visita Di Legno Pusateri Maker
Biglietti Da Visita Di Legno Pusateri Maker
Biglietti Da Visita, Particolare
Particolare
Biglietti Da Visita In Legno
Presentazione elegante
Biglietti Da Visita Di Legno Pusateri Maker
Sta fra le dita
Biglietti Da Visita Di Legno Pusateri MakerBiglietti Da Visita, ParticolareBiglietti Da Visita In LegnoBiglietti Da Visita Di Legno Pusateri Maker

Legnetti da visita – Biglietti da visita di legno artigianali

Questi sono i legnetti da visita come li amo chiamare.

I biglietti da visita sono un must. Da sempre usati ed abusati, sono stati stravolti, pensati e ripensati. Realizzati anche coi materiali più vari: dalla plastica al cartoncino, al plexiglas all’acciaio. Materiali che comunque (a parte il cartoncino vero e proprio) hanno problemi di smaltimento. La stessa plastificazione o verniciatura UV rendono i biglietti difficilmente biodegradabili.

Per questo ho creato dei biglietti da visita in legno, fatti a mano, stampati a colori. Misurano cm 55×35, stanno in piedi da soli, e sono un piccolo oggetto di sicuro effetto.

Li realizzo molto velocemente, anche in poche unità come una dozzina. Possono essere stampati con qualsiasi grafica poichè il dettaglio di stampa è perfetto. Il legno usato è un multistrato da 4 mm.

La storia dei biglietti da visita

I biglietti da visita hanno una bellissima storia. La loro origine viene raccontata con dovizia di particolari nel sito della Treccani dove si parla di anedotti e ricerche storiche. Gli studi più accreditati fanno risalire l’origine dei biglietti da visita intorno al 1730 e se ne parla come di origine francese ma che in Italia furono abbelliti e resi opere d’arte. Già nella seconda metà del 1700 artisti dedicarono opere d’incisione per biglietti da visita (ad esempio il Cagnoni, Bartolozzi, Raffaello Morghen).

Curiosità

Interessante anche il galateo del biglietto da visita. Su Wikipedia c’è un excursus interessantissimo di cui riporto un piccolo estratto divertente: “Il galateo corrente sino alla prima metà del Novecento ne ha codificato l’uso in forme alquanto rigorose. Per questo, il biglietto personale è rigorosamente piccolo, in cartoncino Bristol di colore esclusivamente bianco e riporta al centro (in caratteri del corsivo inglese) nome e cognome eventualmente preceduti dal titolo (per la donna maritata nome, cognome del marito, cognome suo, nessun titolo); sino ai primi del Novecento era considerato poco elegante fregiarsi di titoli professionali. I titoli stampati sul biglietto non vanno, come invece spesso accade di vedere, cancellati mai: all’intento di sincera modestia (“non ci tengo”, che già ci fa chiedere allora perché vi siano i titoli), si sostituisce in itinere una deprecabile apparenza di paterno avvicinamento discendente (“sono tale, ma a te che non lo sei non voglio farlo pesare”). Inoltre, l’unica eccezione ammessa rende di cattivo auspicio questa pratica: sebbene sia molto in uso il telegramma (e forse presto lo sarà anche la e-mail), l’invio di condoglianze su un biglietto da visita resta la forma classica da preferire. In questo caso si può alternativamente sbarrare l’angolo in alto a sinistra oppure l’intera intestazione, nello stesso verso diagonale (e scrivendo sul retro un asciutto, sobrio messaggio di partecipazione al lutto).”

Back To Top