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Verniciare il legno è un’arte! Ci sono delle regole di massima ma come in tutte le cose possono essere stravolte per ottenere l’effetto che si vuole!

E’ di fondamentale importanza scegliere l’essenza di base: io (per le mie creazioni) principalmente uso betulla e pioppo e verniciando con lo stesso prodotto uno rispetto all’altro già l’effetto cambia…

La verniciatura del legno è molto varia e dipende da tantissimi fattori. L’argomento è molto lungo e tecnicamente si potrebbero scrivere tomi. Qui mi limito esclusivamente a spiegare ciò che utilizzo per le mie creazioni.

Una prima discriminante da fare è la finalità stessa della verniciatura: vale a dire se si vernicia solo per un fattore estetico oppure tecnico pratico come ad esempio per far resistere il manufatto alle intemperie oppure, ad esempio, all’abrasione o al calpestio. I miei lavori li vernicio con impregnati e finiture oppure con smalti. Tutto rigorosamente all’acqua.

 

Differenze di verniciatura su legno con l’uso di smalti e impregnanti

Dal punto di vista estetico usare impregnati o smalti ha due macro effetti sostanzialmente:

 

  1. Gli smalti sono coprenti, quindi nascondono praticamente la superficie del legno non facendo vedere la naturale venatura;
  2. Gli impregnanti e finiture vengono assorbiti diversamente dal legno e fanno trasparire le venature lasciando, quindi, l’aspetto naturale dell’essenza lignea.

Sia gli smalti che gli impregnanti sono disponibili in praticamente qualsiasi colore. Con gli smalti è molto semplice replicare il colore avvalendosi dei codici Pantone mentre con gli impregnanti è molto più difficile e in ogni caso l’effetto è sempre diverso dovuto al grado di assorbimento da parte della superficie del legno. In pratica usando lo stesso impregnante su più pezzi di legno (sia della stessa essenza che diversi) si osserveranno inequivocabilmente tonalità cangianti.

 

 

La verniciatura finale

Quando si vernicia il legno si deve avere ben chiaro in mente quale sarà la finalità e come sarà usato il manufatto. A prescindere dall’uso di smalti o impregnanti è necessario che il legno venga protetto con delle finiture trasparenti finali per proteggere il legno stesso ma anche le eventuali stampe e incisioni. Se si tratta ad esempio di insegne esterne è bene prediligere smalti poliuretanici mono- e bi- componenti che sono a base di resine altamente resistenti agli UV e alle intemperie (pioggia, vento e sole). Anche per manufatti come vassoi o tovagliette americane è opportuno avvalersi di queste finiture per proteggere le superfici soggette a sfregamento.

Per altri manufatti come portamenu, porta tovaglioli o comunque tutto ciò che non è soggetto a forti sfregamenti continui si possono usare impregnanti cerati e finiture trasparenti. Anche in questo caso il legno risulta perfettamente impermeabilizzato e resiste all’acqua tranquillamente. Gli impregnati, inoltre, costano sicuramente meno rispetto alle poliuretaniche che non sarebbero comunque giustificate per questo genere di lavori.

 

Le principali colorazioni con gli impregnanti all’acqua

Di seguito i colori di base che utilizzo per le mie creazioni. Sono tutte realizzate con impregnanti all’acqua e sono quelle standard di base. A queste tonalità possono essere applicate varianti a secondo delle esigenze specifiche.

 

 

Effetto decapato (o decapè) e shabby-chic

Oggi questi termini sono usati praticamente come sinonimi ma nascono da filosofie diverse. L’effetto finale è comunque sempre quello di avere una superficie “trasandata”, “vissuta”.

Lo shabby-chic è nato negli anni Ottanta negli USA. Sostanzialmente alla base dello Shabby ci deve essere il recupero di un vecchio mobile di legno che viene riportato in vita mantenendone il più possibile l’aspetto originale. Vengono quindi usate delle vernici tenui e tendenti al trasparente, più che altro protettivi finali.

In Francia nasce lo stile decapato, invece, con cui si cerca di far affiorare il più possibile la venatura del legno. Anche in questo caso si tende a cercare delle tonalità chiare come il bianco o grigio molto chiaro.

Esiste anche la tecnica provenzale che si differenzia dalle precedenti, sostanzialmente, per la scelta dei colori che hanno tonalità della lavanda, blu-azzurro e indaco (più che altro si usano smalti).

In ogni caso il legno viene sempre lavorato per forzare l’invecchiamento quindi, in pratica, si abrade la superficie con vari strumenti per asportarne vernice e portare a vista la venatura naturale.

I due effetti “1” e “2” decapato/shabby-chic che seguono sono di mia personale ideazione e sono realizzati esclusivamente su pioppo.

 

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